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La direzione scientifica
Emanuele Di Pierri e' nato a Taranto il 21 Agosto del 1969.
Sin da giovanissimo respirato in "ambiente medico", vivendo a stretto contatto con il Dr. Alessandro Leccese, nonno materno, medico dal 1936 al 1997, dal quale ha ereditato la grande passione per la medicina.
Poche altre grandi passioni hanno trovato spazio, tra queste il mare di Taranto e la vela. Dopo studi scientifici ha conseguito la Laurea a pieni voti in Medicina e Chirurgia, presso l'Universita' di Bari nel 1996, discutendo una tesi clinico-sperimentale (pubblicata sugli annali di Medicina e Chirurgia) sui Laser in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva... [continua]



Ascolta l'intervista al Dott. Di Pierri sul Melanoma e sulla prevenzione dei tumori della pelle ed i consigli sulla fotoprotezione.


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Proteggiti con gli indumenti
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Sole e sport acquatici
Quidici regole per un sole amico



Il sole e la pelle

I danni del sole sulla pelle

I raggi UV producono effetti a breve e a lungo termine.
  • Effetti acuti: eritema e abbronzatura

    Gli effetti acuti sono l’eritema e la pigmentazione.
    L’eritema, che in caso di esposizione prolungata può diventare una vera e propria ustione è determinato sia dai raggi UVB che UVA.
    Data la percentuale elevata di Uva nello spettro solare, si ritiene che questi siano direttamente responsabili di almeno il 15% della reazione eritematosa. L’abbronzatura (pigmentazione) ha invece una finalità protettiva, insieme all’ispessimento dell’epidermide: essa è più rapida e meno intensa nella sua componente dovuta agli Uva, più duratura nella componente prodotta dagli Uvb.

  • Effetti a lungo termine

    Tra gli effetti a lungo termine devono essere menzionati la depressione dell’immunità cutanea, il danneggiamento delle fibre elastiche e collagene dermiche, l’accumulo di radicali liberi e la possibile insorgenza di tumori cutanei Negli ultimi 30 anni si è registrato un significativo aumento dei melanomi maligni cutanei, destinato statisticamente a raddoppiare ogni 10 anni.
    I raggi ultravioletti, soprattutto UVA, possono determinare anche fotodermatiti su base tossica e allergica come ad esempio quelle che si manifestano in conseguenza della concomitante assunzione per via generale o all’applicazione locale (topica) di farmaci quali antibiotici, antistaminici, antidepressivi, diuretici, antinfiammatori. Malattie virali e immunitarie quali l’herpes simplex ed il lupus eritematoso sistemico peggiorano, o addirittura, nel caso del primo, insorgono a seguito dell’esposizione solare

Gli effetti dei raggi UVA

I raggi UVA un tempo ritenuti innocui rispetto agli UVB giungono sulla terra in quantità dieci volte superiore ed hanno la prerogativa di non essere arrestati dall’ozono, di passare attraverso il vetro e di essere emessi a velocità costante durante l’intera giornata.
Gli UVB sono bloccati dallo strato corneo (lo strato più esterno dell’epidermide) mentre il 50% della radiazione Uva penetra in profondità nella cute fino a raggiungere il derma.

Gli UVA, senza provocare eritema ed ustioni come gli UVB, sono causa di un danno cumulativo nelle cellule con anomalie nel DNA, riduzione del numero di cellule che svolgono una funzione di difesa nella cute, infiammazione latente del derma, alterazione e modificazione della cute stessa. Ogni esposizione ai raggi UVA comporta la progressiva aggiunta di danni non evidenziabili immediatamente ma responsabili di danni a lungo termine ed irreversibili. Gli effetti dannosi degli UVA sono molteplici i principali dei quali sono fondamentalmente riconducibili ad invecchiamento precoce, comparsa di tumori, immunosoppressione, fotosensibilizzazione e fotodermatosi

Invecchiamento precoce (Photoaging)

E’ di grande interesse ed attualità per il suo impatto estetico e psicologico ed è in stretta correlazione con la produzione di radicali liberi dell’ossigeno (prodotti reattivi dell’ossigeno che si producono per interazione degli Uva con sostanze presenti nella cute e che sono in grado di innescare reazioni a catena capaci di danneggiare proteine, membrane ed altre strutture cellulari).

Le fibre elastiche presenti nel derma e responsabili della “tonicità” della cute sono uno dei bersagli degli Uva: è il danno irreversibile di tali fibre infatti la causa della formazione di rughe e del raggrinzimento della pelle. Il photoaging si somma al naturale invecchiamento e concorre ad accelerare il processo di invecchiamento fisiologico.

Comparsa di tumori

Gli Uva colpiscono il dna cellulare cutaneo con la conseguente morte delle cellule alterate oppure con la perdita da parte delle stesse della capacità di regolare il proprio ciclo proliferativo.

A ciò si aggiunge una minore efficienza del sistema difensivo nel riconoscere e distruggere le cellule potenzialmente cancerose che si formano normalmente nel tessuto cutaneo.

Immunosoppressione

Gli Uva danneggiano alcune cellule presenti nella cute ed aventi numerosissime funzioni tra cui quelle difensive: sono le cellule di Langherans, dal nome del loro scopritore, vere e proprie “sentinelle” nei confronti di agenti estranei o di cellule cutanee alterate.

Si ritiene inoltre che gli Uva siano in grado di stimolare linfociti che alterano i naturali sistemi di riparazione del dna.

Fotosoppressione e fotodermatosi

Il 70% delle potenziali fototossine , per esempio alcuni farmaci antinfiammatori, antibiotici (le tetracicline), il benzoilperossido e di fotoallergeni (tra cui profumi, alcuni psicofarmaci ed estratti vegetali), sono sostanze che vengono attivate e modificate dalla luce UVA e possono provocare reazioni cutanee su base infiammatoria o immunologica.

Questo significa che le fototodermatosi non sono causate solo dagli Uvb, ma trovano negli Uva un importante fattore potenziante e sinergico. La protezione solare quindi, per essere adeguata ed efficace, deve necessariamente avvalersi di un filtro in grado di assorbire i raggi Uvb e quelli Uva.

Sole e sport acquatici

Gli amanti delle barche a vela o a motore, del windsurf, della canoa e degli altri sports acquatici, si espongono a condizioni di irraggiamento solare particolarmente intenso. In barca infatti si assorbe non solo la luce diretta del sole anche nelle ore meno indicate, ma a questa si aggiungono anche i raggi riflessi dall’acqua dallo scafo e dalle vele.

Infatti, se la neve riflette l’85% dei raggi UV, e la sabbia dal 7 al 35%, per l’acqua vi sono dati che indicano dal 5 sl 20%. Anche quando si è immersi in acqua fino a 40 – 50 cm, i raggi ci colpiscono per riflessione anche in quelle parti di cute che di solito non vengono esposte. Su una barca abbiamo la sommatoria, non solo dei vari tipi di irraggiamento, ma anche del vento che inaridisce la pelle ed insieme alla salsedine elimina uno dei fattori di protezione naturali rappresentato dal normale film idrolipidico cutaneo.

Questo sottile strato di grassi, alterato da ripetute immersioni in acqua, assorbe i raggi UVC e gli UVB, ma lascia passare gli UVA. Non essendo possibile dissuadere dall’esposizione al sole gli amanti del mare e dei meravigliosi sports ad esso collegati è forse più conveniente dare suggerimenti e regole perchè si evitino i danni derivanti da un a esposizione sconsiderata.

15 regole per un sole amico

Il sole è un elemento indispensabile alla vita sul nostro pianeta. È un vero errore demonizzare il sole, esso è un elemento fondamentale per la vita; riscalda il nostro corpo; stimola la produzione di melanina nella pelle, la quale rappresenta il naturale filtro di protezione dalle radiazioni UVA e UVB; partecipa alla sintesi della vitamina D, nella pelle.

L’abuso irresponsabile e senza regole che spesso se ne fa lo rende in alcune circostanze pericoloso. Perché il sole, da potenziale nemico della pelle, si trasformi in un valido alleato della nostra salute, è bene tenere a mente alcuni accorgimenti fondamentali:

  1. Individua il tuo fototipo per adottare adeguate misure protettive.
    Limita la durata delle esposizioni al sole durante i primi giorni di vacanza.Infatti, nei primi giorni, è preferibile esporsi nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, quando i raggi UV sono filtrati più efficacemente dall’atmosfera: in questo modo si può ottenere gradualmente l’abbronzatura;

  2. Non esporti tra le ore 11 e le ore 15 (12 – 16 ora legale), ore in cui il sole è allo zenit ed i raggi ultravioletti sono più intensi.

    Ricordati che le nuvole non arrestano i raggi UV (soprattutto a certe latitudini ed altitudini); proteggi sempre gli occhi con occhiali da sole e non esitare a ricorrere agli abiti quando l’irraggiamento è particolarmente intenso.

  3. Scegli sempre il fattore di protezione in base al tuo fototipo quando acquisti i prodotti antisolari (creme, olii, stick e vari tipi di latte).

  4. Proteggi sempre i bambini: non esporre alla luce solare diretta, i bambini di età inferiore ai tre anni. Dopo i tre anni l’esposizione al sole deve essere moderata, limitata alle sole ore consigliate e protetta con l’applicazione di schermi antisolari, cappello, maglietta ed occhiali.

    I bambini hanno una pelle delicata che si ustiona facilmente ed è pertanto consigliabile usare sempre creme solari con protezione massima. Ricordati che le ustioni subite in età infantile rappresentano un fattore di rischio per l’insorgenza di melanoma in età adulta.

  5. Evita di esporti durante la gravidanza poiché in questa particolare condizione è molto alto il rischio di iperpigmentazioni cutanee (macchie scure) difficili da eliminare.

  6. Applica generosamente un prodotto antisolare e rinnova regolarmente l’applicazione ogni due ore circa. L’applicazione di un prodotto antisolare non deve indurti a prolungare la durata dell’esposizione.

  7. In caso di eritemi od ustioni solari, di nei che si modificano dopo un periodo di intensa esposizione al sole, consulta il tuo dermatologo.

  8. Evita l’abuso di lampade abbronzanti.

  9. Se pratichi attività sportive al sole, devi applicare le creme protettive con una frequenza maggiore: la sudorazione, infatti, favorisce l’allontanamento dalla pelle dei prodotti solari. E’ opportuno riapplicare spesso la crema solare, anche se resistente all’acqua, soprattutto dopo il bagno. Il vento, inoltre, attenua la sensazione di calore, inaridisce la pelle ed insieme alla salsedine elimina uno dei fattori di protezione naturale rappresentato dal film idrolipidico.

    Questo sottile strato di grassi, che è sensibile anche alle ripetute immersioni in acqua, è in grado di assorbire i raggi UVC e gli UVB, ma non è in grado di filtrare gli UVA.

  10. Presta attenzione alle superfici riflettenti: neve, ghiacciai ed in minor misura l’acqua del mare, riflettono la luce solare facendo aumentare la quantità di raggi UV che colpiscono la pelle; ricordati che il sole non è uguale in tutte le parti del mondo: bisogna considerare sempre in quale area geografica ci si sta esponendo, in quale periodo dell’anno e a quale altitudine.

  11. Evita gli stimolatori di abbronzatura, ossia quei prodotti che stimolano la produzione di melanina e che quindi possono risultare innocui nei fototipi scuri, che pigmentano con facilità, ma pericolosi nei fototipi chiari, la cui cute ha difficoltà a pigmentare. I prodotti fotoprotettori per via orale non sostituiscono le creme, ma possono essere utili a preparare la pelle durante il mese che precede l’esposizione ai raggi solari.

  12. Evita l’applicazione sulla pelle di prodotti fotosensibilizzanti (farmaci o cosmetici).

  13. Fai attenzione: anche alcuni farmaci assunti per bocca, possono provocare reazioni al sole.

  14. Può essere utile usare prodotti doposole con proprietà lenitive ed idratanti dopo l’esposizione al sole.

  15. I raggi ultravioletti UVA sono tutt’altro che innocui: conviene usare fotoprotettori che proteggano anche da questi. E’ importante che la crema solare abbia un rapporto equilibrato tra il fattore di protezione per gli UVB e quello per gli UVA. E’ molto importante che i filtri contenuti nei fotoprotettori siano fotostabili, cioè che non subiscano alterazioni della capacità filtrante a seguito dell’esposizione ai raggi UV.

Le radiazioni ultraviolette

L’abbronzatura viene stimolata dai raggi Uvb, assorbe più del 70% dei raggi Uv, ma diventa meno efficace con il passare degli anni. Può avere anche effetti negativi.

Infatti quando è intensa elimina il segnale di allarme rappresentato dalla sensazione di scottatura e permette all’individuo di esporsi al sole per periodi più lunghi. Non si avranno scottature ma dopo anni compariranno gli effetti dovuti all’esposizione cronica e alle radiazioni Uv.

La protezione deve dunque essere effettuata anche in presenza di abbronzatura.
Proteggersi dal sole significa adottare una serie di misure precauzionali e preventive, o meglio, assumere un comportamento finalizzato a ridurre al minimo gli eventuali danni derivanti dall’esposizione.

Proteggiti con gli indumenti
Quando l’intensità dei raggi solari è molto elevata non basta applicare sulla pelle prodotti antisolari ma si deve necessariamente ricorrere alla protezione tramite vestiti, cappelli, occhiali etc…

La protezione di un indumento, non solo offre una barriera ai raggi Uv, ma permette spesso di combattere meglio la calura , grazie al sottile strato d’aria che svolge il ruolo di isolante tra la cute e l’indumento stesso.

Malgrado ciò alcuni fattori influenzano la trasmissione dei raggi ultravioletti attraverso i tessuti: l’umidità, colore, materia prima, la trama del tessuto. Un indumento bagnato per esempio ha una efficacia minore rispetto ad uno asciutto, pur dando una piacevole sensazione di sollievo e refrigerio amplificata dall’effetto del vento.

I colori scuri, notoriamente assorbono i raggi Uv in misura maggiore di quelli più chiari, mentre questi ultimi sono più efficaci contro gli infrarossi. Il cotone ha un basso fattore protettivo (10) rispetto alla seta (160) ed ai blue jeans (1500).

Per esempio un cappello a falda larga può rappresentare un altro valido mezzo per riparare il viso ed il collo da una parte dei raggi solari, ed un foulard può certamente evitare dolorose scottature al collo.

Sono oggi disponibili sul mercato tessuti con fattore di protezione calcolato, ma è sufficiente scegliere quelli a trama fitta e più chiari per avere una protezione più efficace.

Sole e prodotti solari

I prodotti fotoprotettori sono il rimedio più comunemente utilizzato per non rinunciare al piacere di una normale abbronzatura. Nessuna crema però è in grado di garantire il livello di protezione che si può ottenere coprendosi con adeguati capi di abbigliamento o evitando di esporsi al sole in alcune ore della giornata.

Le prime creme antisolari proteggevano solo dai raggi Uvb poiché in passato i raggi Uva erano ritenuti innocui. I preparati più recenti contengono un insieme di sostanze filtranti e schermanti che proteggono sia dagli Uvb che dagli Uva.

Le caratteristiche richieste ad una crema solare sono quella di evitare le scottature (anti Uvb), ridurre il rischio di tumori cutanei e di invecchiamento (anti Uva). Il fattore di protezione deve essere tanto più elevato quanto più chiaro è il fototipo e quanto maggiore è il numero totale delle ore in cui ci si espone al sole, deve essere più elevato per i bambini, deve essere resistente all’acqua e al sudore, specie per chi pratica sports acquatici, per i quali risulta oltremodo utile anche la scarsa untuosità (i prodotti waterproof resistono meglio di quelli water resistano), deve avere elevata tollerabilità ed infine essere facile da spalmare.

Il fattore di protezione è molto importante nella scelta di una crema solare. Quanto più è alto, tanto maggiore sarà la quantità di raggi Uv necessaria per indurre eritema sulla pelle protetta. Bisogna tuttavia considerare che a causa di sistemi di sperimentazione di laboratorio il fattore reale di protezione è ridotto per lo meno del 50% rispetto a quello indicato sulla confezione. Nella migliore delle ipotesi infatti una crema con fattore di protezione 20 è in grado di assicurare un fattore di protezione 10.

E’ necessario tener conto anche che esistono almeno tre differenti scale di misurazione del fattore di protezione e che le ditte produttrici di cosmetici non fanno riferimento tutte alla stessa scala ed in questo caso i valori non sono confrontabili. E’ bene comunque scegliere una crema solare ad alto fattore di protezione ed applicarne sempre una quantità abbondante, più volte durante la stessa giornata ad intervalli di circa due ore.

E’ bene ricordare che non esistono creme che possano realmente garantire una protezione totale o assoluta. La protezione della pelle dal danno solare (o danno attinico) deve essere rivolta soprattutto a quelle zone in cui gli spessori cutanei sono sottili come viso e collo ma non deve trascurare le labbra (soprattutto il labbro inferiore che riceve i raggi solari quasi perpendicolarmente), per le quali sono disponibili in commercio appositi stick, e le zone vicine agli occhi. Può accadere tuttavia che o il sudore o l’acqua di mare possano disciogliere la crema facendola penetrare negli occhi e provocando bruciore ed irritazione; per tali zone è preferibile usare uno stick grande.

Gli stessi occhi andrebbero opportunamente protetti applicando colliri a lacrima artificiale, per supplire alla ridotta lacrimazione conseguente all’azione irritante di vento e salsedine ed adottando occhiali dotati di lenti filtranti di alta qualità per evitare fastidiose fotocheratiti e fotocongiuntiviti. Esistono inoltre integratori vitaminici a base di beta carotene, vitamina e, selenio, privi di effetti collaterali, che assunti per via orale aumentano la tolleranza della pelle ai raggi solari e possono coadiuvare una sana abbronzatura, ma da soli non sono sufficienti a garantire una efficace fotoprotezione senza l’uso di creme schermanti solari.

Questi prodotti agiscono soprattutto neutralizzando i radicali liberi (che sono tra i principali responsabili dei danni da raggi Uv, ritardando così il processo di invecchiamento della pelle (photoaging). La loro assunzione per un periodo di un almeno un mese prima della esposizione al sole può risultare utile in soggetti affetti da patologie cutanee come la dermatite polimorfa solare ed in caso di eccessiva sensibilità della pelle al sole.

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